Psicopatologia

Personalità e potere: che cos’è la “triade oscura”?

Narcisismo, machiavellismo e psicopatia: la “triade oscura” di chi persegue il potere

Incontra uno psicologo
Personalità e potere: che cos’è la “triade oscura”?

Il “lato oscuro della forza”, impersonato da Dart Fener nella saga Guerre Stellari, ricorda il concetto psicologico di “triade oscura”: come il celebre cattivo del cinema, chi possiede tre specifici tratti di personalità – narcisismo, macchiavelismo e psicopatia – è arrogante, manipolatore, insensibile e spietato. E, purtroppo, raggiunge più facilmente degli altri posizioni di potere.

Anche chi non ha visto Guerre Stellari, la saga fantascientifica ideata da George Lucas, conosce probabilmente il maestro Yoda, il minuscolo jedi dalla pelle verde, dalle grandi orecchie e dalla voce buffa. Principale obiettivo di questo bizzarro personaggio, che ricorda più un innocuo folletto che un alto generale impegnato nella lotta contro l’Impero Galattico, è quello di istruire il giovane Luke Skywalker a sviluppare la Forza, ovvero un campo energetico creato da tutte le cose viventi, che ci circonda, ci penetra e mantiene unita tutta la Galassia”. Tuttavia Yoda mette in guardia Luke da un un rischio importante: cedere alla tentazione di intraprendere la via più facile, quella scelta da Dart Fener (Darth Vader nella versione originale), altro iconico personaggio della saga, dalla tuta corazzata nera e dal respiro rumoroso. Dart Fener infatti, nel momento decisivo, ha optato per il “lato oscuro della Forza”.

La triade oscura

Ma che cos’è questo “lato oscuro della forza” che ha tanto ha solleticato l’immaginario degli spettatori di Guerre stellari, rendendo Dart Fener uno dei più grandi “cattivi” della Storia del cinema? Sembrerebbe la tendenza a usare il proprio talento e le proprie risorse per perseguire fini personali, prevaricando gli altri e non disdegnando l’uso della violenza. Esiste, in psicologia, un equivalente a questo “lato oscuro”?

La parola “oscuro” riconduce al concetto di “triade oscura”, proposto nel 2002 da Delroy Paulhus e Kevin Williams. I due ricercatori avevano notato che ci sono tre tratti comportamentali, simili ma con sottili differenze, che tendono a combinarsi nelle personalità più predisposte a occupare e mantenere ruoli di potere attraverso modalità scorrette e manipolatorie. Questi tratti sono:

  1. Il narcisismo: caratterizzato da grandiosità, ricerca di attenzione e ammirazione, orgoglio, vanità, arroganza, esibizionismo, sentimenti di superiorità, egoismo e mancanza di empatia. Secondo gli studi più recenti i tratti narcisistici nella popolazione sono in aumento.
  2. Il machiavellismo (termine introdotto nel 1970 da Richard Christie basandosi sugli scritti di Machiavelli): indica una personalità manipolativa, fredda e controllata, che tende a sfruttare e a ingannare gli altri, con un cinico disprezzo per la moralità e una concentrazione sull’interesse personale.
  3. La psicopatia è caratterizzata da continui comportamenti antisociali, impulsivi (anche per la continua ricerca di forti emozioni), egoistici, insensibili, e dalla totale mancanza di rimorso.

Tanti Dart Fener intorno a noi

È stato dimostrato che le persone che ottengono alti punteggi su questi tre tratti (più di recente Delroy avrebbe aggiunto anche un quarto tratto, il sadismo, che andrebbe così a comporre una “tetrade oscura”) sono più inclini a commettere reati, a causare disagio sociale e creare gravi problemi per un’organizzazione, specialmente se si trovano in una posizione di potere. Cosa che accade molto spesso: le ricerche dimostrano infatti che i tratti della triade oscura favoriscono l’acquisizione di ruoli di leadership. L’assenza di ansia e paura, la manipolazione e la mancanza di scrupoli morali rendono infatti questi individui particolarmente influenti, spesso carismatici, e capaci di fare carriera fino a ricoprire posizioni dirigenziali.

In altre parole questa triade, insieme a una certa dose di intelligenza, è il mix perfetto per intraprendere il “lato oscuro della forza”. Coloro che la possiedono si muovono nel mondo più o meno impunemente: in amore sono i cosiddetti “serial lovers” (ricorrono alla seduzione per raggiungere i propri obiettivi, e senza aver alcun rimorso nel ferire i sentimenti altrui), su internet si comportano da “haters” (colgono i punti deboli della loro vittima e li sfruttano abilmente per umiliarla), negli ambienti di lavoro appartengono alla categoria dei cosiddetti “manager tossici”.

Il paradosso del potere

Lo chiamano il “paradosso del potere”: ai vertici della scala sociale ci sono spesso persone con disturbi mentali, anche se a livello subclinico. Nel 2010 il criminologo canadese Robert Hire sottopose 200 manager a un test, rilevando frequenti tratti di psicopatia. Secondo Hire, molti manager avrebbero le tipiche caratteristiche del criminale medio: egocentrismo, mancanza di empatia, tendenza a manipolare gli altri. Per esempio, non provano rimorsi nel licenziare i dipendenti né si fanno impietosire dalle loro rimostranze. Il loro disturbo sarebbe riconducibile alla “triade oscura”, oppure a una forma particolare di narcisismo detta “narcisismo maligno”, il disturbo di personalità di chi non sa mettersi nei panni degli altri riconoscendone desideri, sentimenti e necessità.

Ma perché la società premia individui di questo tipo? Se lo è chiesto, tra gli altri, il filosofo libanese Nassim Nicholas Taleb. Nel suo ultimo libro Rischiare Grosso (titolo originale: Skin in the Game) accusa il sistema attuale di permettere a chi vuole arricchirsi di non rischiare nulla, di non mettere in gioco la propria pelle (vedi, per esempio, i buchi di bilancio lasciati da banchieri premiati con buonuscite milionarie). Davvero, si chiede Taleb, tutto questo è inevitabile? E se invece si trattasse solo di una diffusa mancata assunzione di responsabilità?

Dare forza al “lato chiaro”

Nel frattempo, quello che noi possiamo fare per contrastare il lato oscuro ed esaltare il “lato chiaro della Forza” è raccogliere gli insegnamenti di Yoda. Secondo il maestro jedi, “La paura è la via per il lato oscuro: la paura conduce all’ira, l’ira all’odio, l’odio conduce alla sofferenza”. Il giovane Anakin Skywalker, futuro Dart Fener, ha optato per il lato oscuro a seguito di eventi umilianti e traumatici: quando i Jedi l’hanno rifiutato e quando è venuto a conoscenza dell’omicidio della madre. E’ un po’ quello che accade a Lord Voldemort, protagonista di un’altra celebre saga, quella di Harry Potter: reduce da un’infanzia traumatica, fatta di privazioni ed umiliazioni, decide di convertirsi alla magia “oscura” (di nuovo questo aggettivo), diventando il principale antagonista di Harry. In pratica, chi non riesce a sopportare il dolore e si fa trascinare dall’ira rischia di intraprende (anche indirettamente o inconsapevolmente) la strada che porta al “lato oscuro della Forza”, i cui bisogni primari sono la sete di potere e di vendetta.

Per perseguire il “lato chiaro”, insegna Yoda, servono invece pazienza, pratica e impegno. Lo strumento più utile è la meditazione, che permette di prendere le distanze dai propri desideri egoistici, e di coltivare sentimenti come la compassione e la benevolenza verso gli altri, rischiarando la mente da emozioni distruttive quali la rabbia e l’odio.