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Body Shaming: essere presi di mira per il fisico

Capire il Body Shaming, la pratica di essere derisi per le proprie caratteristiche fisiche

Incontra uno psicologo
Body Shaming: essere presi di mira per il fisico

Il Body Shaming, ovvero additare qualcuno per alcune caratteristiche del suo corpo, è una forma di bullismo. Recenti ricerche hanno dimostrato che queste azioni possono provocare traumi psicologici e portare a sviluppare sintomi tipici dei disturbi alimentari.

Il Body Shaming (che è traducibile come “far vergognare per il proprio corpo”) è una pratica che consiste nel deridere o denigrare qualcuno per il suo aspetto fisico. In sostanza, si utilizza una caratteristica fisica particolare di qualcuno per prenderlo in giro o svalutarlo. Le caratteristiche prese di mira possono essere di qualsiasi tipo: l’adiposità, la magrezza, la quantità di peli sul corpo, il portare gli occhiali, il colore di capelli, la presenza di lentiggini e così via.

Insomma, ogni differenza rispetto a canoni estetici stabiliti come ideali o normali da una determinata cultura possono diventare oggetto di derisione.

In che modo il Body Shaming influenza il benessere psicologico?

Parlare del proprio corpo non è facile. È un argomento delicato, e per molti anche tabù. Questo perché le rappresentazioni del corpo sono strettamente collegate all’autostima. In ogni società si stabiliscono infatti standard di bellezza ideali che, di conseguenza, definiscono chi è più o meno desiderabile, almeno sul piano estetico. Già essere consapevoli di essere distanti da quell’ideale può minare l’autostima. Se poi si viene anche presi di mira, gli effetti sulla fiducia in se stessi possono essere molto potenti.

Secondo una ricerca recente, il Body Shaming può portare a sviluppare ricordi traumatici e sintomi tipici dei disturbi alimentari. Secondo gli autori dello studio, ciò avviene, in particolare, quando la persona subisce esperienze di Body Shaming in infanzia o in adolescenza, quando l’identità e le rappresentazioni di sé sono ancora in formazione. All’effetto sull’autostima si aggiunge anche il dolore per l’esclusione sociale: sentirsi diversi in senso negativo fa sentire anche impossibilitati a rispecchiarsi negli altri e ad appartenere a un gruppo.

Il Body Shaming può quindi rimanere nella mente della vittima per molti anni. Alla pari di un episodio traumatico, il pensiero di essere diversi e “difettosi” può tornare sotto forma di pensieri negativi su se stessi (“non valgo niente”, “nessuno mi amerà”), autostima bassa, sintomi depressivi e disturbi alimentari.

Il tipo di Body Shaming più frequente, tra l’altro, sembra essere proprio quello legato alla forma fisica e all’adipe in eccesso, e quindi al rapporto col cibo. Una ricerca ha mostrato che esiste una correlazione positiva tra memorie traumatiche di Body Shaming e sintomatologie dei disturbi alimentari. Che cosa significa? Significa che chi ha subito questa forma di bullismo sembra sviluppare con maggiore probabilità un rapporto disfunzionale con il cibo. È il caso del Binge Eating, il disturbo da alimentazione incontrollata, caratterizzato da abbuffate e senso di vergogna verso se stessi.

Come gestire le emozioni negative dovute al Body Shaming?

Le ricerche citate in precedenza suggeriscono alcuni spunti per andare oltre il senso di vergogna e di scarsa autostima derivanti dall’aver subito Body Shaming. In particolare, una possibilità è quella di affrontare il bullo nella tua mente. I ricordi possono essere dolorosi, tuttavia un’indicazione utile potrebbe essere quella di immaginare di tornare al momento traumatico e supportare se stessi del passato grazie a una nuova forza e consapevolezza. L’obiettivo è quello di rafforzare una parte di sé più forte e capace di affrontare la realtà grazie all’esperienza. Gli autori degli studi sul Body Shaming, inoltre, hanno rilevato che sviluppare compassione verso se stessi può essere utile a ridurre l’entità delle problematiche alimentari. In effetti, chi ha subito Body Shaming finisce spesso per svalutarsi e identificarsi con le voci denigranti nella mente.

Questi obiettivi possono essere raggiunti più facilmente rivolgendosi a uno psicoterapeuta, che può anche aiutare a elaborare ricordi spiacevoli.

La verità sul Body Shaming sta nel mezzo

Ognuno ha il diritto di essere rispettato, al di là del suo aspetto fisico. Essere offesi e denigrati per alcune particolarità del proprio corpo, vere o presunte, è sbagliato. Oggi, finalmente, stanno sorgendo diversi movimenti volti a eliminare le discriminazioni legate al fisico e a promuovere l’accettazione del proprio corpo e delle sue imperfezioni. Tuttavia, il dibattito pubblico, spesso polarizzato ed estremo, rischia di portare ad atteggiamenti sbagliati e pericolosi. Per esempio, è sbagliato continuare a porre standard elevati ed eccessivi di magrezza (o fisico palestrato nel caso degli uomini) e perfezione. Allo stesso tempo, però, non è neanche corretto dire “grasso è bello” o proporre l’essere sovrappeso come nuovo modo di essere, dimenticandosi di considerare le conseguenze documentate dell’obesità e del sovrappeso sulla salute. Gli estremi sono quasi sempre sbagliati, e la verità sta – quasi sempre – nel mezzo. Una soluzione potrebbe essere allora, da un lato, mostrare rispetto per la diversità e per le peculiarità di ognuno, dall’altro cercare di seguire uno stile di vita sano, senza eccessi e senza ossessioni, riguardino queste il cibo o l’attività fisica.