Maturità, 12 consigli per gestire l’ansia

Maturità, un esame che si carica di molta ansia. L'importante è saperla affrontare. 12 consigli dello psichiatra per arrivare emotivamente pronti.

Incontra uno psicologo
Maturità, 12 consigli per gestire l’ansia

Maturità, un esame che si carica di grandi aspettative e di molta ansia. Un’emozione di per sé non sempre negativa: l’importante è saperla affrontare. 12 consigli dello psichiatra per arrivare emotivamente pronti.

Maturità, qualcosa di più di un semplice esame. È come se su quel giorno di caricasse la posta in palio di un’intera esistenza. La maturità è un evento, non è solo un esame. Segna un passaggio psicologico in cui i ragazzi sono chiamati a sentirsi pronti per un grande salto. Gli studenti o superare il grande ostacolo, programmi immensi da studiare, la commissione esterna, i prof interni magari non sempre amici, la voglia di studiare da far combaciare con l’entusiasmo dell’adolescenza che li porterebbe a non sprecare nemmeno un attimo sui libri.

Chiunque davanti agli esami, alle verifiche, alla maturità, vive l’emozione ansia. Sfatiamo un falso mito: l’ansia non è solo un problema, davanti ad un esame è utile, ci aiuta a prepararci. C’è chi la prova perché ha studiato tanto e ci tiene a fare una bella figura, chi la prova perché è insicuro e ha sempre paura di non aver fatto abbastanza, chi la prova perché si è divertito un sacco ma non ha studiato nulla e non sa nulla. Tutti provano ansia, probabilmente nello stesso modo a livello fisico, con il nodo allo stomaco e la sudorazione fredda alle mani, ma non tutti sanno perché e possono farla diventare una risorsa, imparare a gestirla, rivisitando la propria scarsa autostima o ridimensionando le proprie aspettative.

Come affrontare l’ansia da esame di maturità?

1. Gestire l’attesa. Dobbiamo pensare che è una questione di punti di vista: se la guardiamo come la finale del mondiale è difficile stare calmi! L’esame è tutto sommato l’ultima tappa di un lungo percorso di valutazione, verrà premiata maggiormente la modalità con cui ci porremo all’interrogazione ed alle prove, l’esito è influenzato anche da aspetti esterni, come l’andamento generale alle prove e la modalità valutativa della commissione. Non ha senso caricarsi eccessivamente di ansia. L’ansia in questo senso è una risorsa: ci prepara bene, ci mette nella prospettiva giusta, non dobbiamo temerla, anzi ci aiuta. Ci fa stare seduti dritti, ci fa reagire con prontezza agli stimoli, rende lucido il nostro sguardo. Essere in ansia non ci deve far vacillare, non ci deve far fare la riflessione “che quindi andrà male”. Perché dovrebbe andare male? Fidiamoci della nostra pancia: l’ansia può essere un’amica, sarà nostra compagna e fedele supporto.

2. Riempiamo la testa. Avere troppo spazio mentale per rifletterci sopra non va bene. Riempiamoci i giorni e le ore prima dell’esame di cose da fare, non rimaniamo in attesa con le mani in mano. Vivere ogni istante intensamente ci distrae dall’ansia, avere sempre prospettive e aspettative sul domani ci condanna a subire l’ansia del giorno prima, cioè oggi. Se la testa è vuota si riempirà con la rimuginazione e la rimuginazione scova le cose più improbabili ma che ad un certo punto sembrano certezze e sono sempre delle catastrofi.

3. No al ripassone finale. Non cerchiamo di ripassare tutto nelle ultime ore per verificare se “questo lo so, posso stare tranquillo”, è uno scherzo che ci fa la nostra mente che viaggia nei punti più disparati e nascosti della nostra conoscenza per chiedere rassicurazioni che più che utili check sulla preparazione sono toccasana emotivi: sono però dei boomerang che ci tornano addosso, agitandoci e distraendoci. Può essere di particolare aiuto fare attività soprattutto interattive e anche l’attività fisica.

4. Imparare a relativizzare.
Non è una partita da o tutto o nulla! Pensare che sia fondamentale come andrà e catastrofizzare le possibili conseguenze, la figuraccia, il voto basso, la bocciatura: tutto questo ci mette emotivamente con le spalle al muro: ci fa sentire come se avessimo tutto da perdere. Sentiamoci liberi eventualmente anche di sbagliare, ci stiamo mettendo in gioco ed è normale non essere perfetti. Questo è un atteggiamento da maturando, questo è l’esame che veramente bisogna cercare di superare con noi stessi. Non dobbiamo pensare che chi ci valuterà abbia l’aspettativa di trovare una persona perfettamente adeguata; emozionarci è anche un segno di attenzione e rispetto per la situazione, non di debolezza. Non saremo perfetti, ma nel complesso abbiamo competenze, pregi e specifici punti di forza, perché dovrebbe andare male?

5. Scegliamo l’abbigliamento giusto. Pensiamo che affronteremo un contesto che richiede di mostrare professionalità, serietà, affidabilità. Cerchiamo di studiare un abbigliamento che ci aiuti in tal senso ma che soprattutto ci metta a nostro agio. Non è la prima comunione ma non è nemmeno una delle tante interrogazioni con i Prof. ! Non per questo dobbiamo snaturare il nostro modo di essere: il nostro carattere deve comunque emergere ed in parte il successo sarà anche legato alla capacità di saperci valorizzare in un luogo che ha regole ben precise.

6. Datevi un voto il giorno prima. Davanti ad un’esperienza come la maturità sarebbe bello poter essere sicuri di quello che abbiamo fatto e, il giorno prima, riuscire a darci un voto sulla base della nostra soddisfazione in ciò che abbiamo fatto per arrivare pronti: tanti sacrifici, tante emozioni, cinque e più anni a lottare con noi stessi per crescere…

7. Non catastrofizzare! È la maturità, ma dopo tutto è come l’ultimativa del giro d’Italia, quello che dovevamo fare l’abbiamo già fatto. Le percentuali di bocciature sono irrisorie e per poter avere qualche punto in più bisogna giocarcela proprio da maturi, ovvero ridimensionando la quota emotiva. È l’esame di maturità: non dobbiamo fare tutto giusto ma fare nel modo giusto; verrà premiato un atteggiamento consapevole, riflessivo e ponderato.

8. Preparare la partita anche a tavola. Abituarsi ad una colazione adeguata, ci servirà per le lunghe ore di prova. per facilitare concentrazione, resistenza alla fatica e attenzione prepariamo una una colazione emotivamente intelligente: Succo di mela, avocado, arance, yogurt, pane integrale dolce. Alla sera prima mangiare leggero, dormiremo bene e faremo il pieno di energia per la mente: Trancio di tonno crudo all’aceto balsamico con semi di girasole, pane integrale

9. Non pretendiamo di dormire bene. Non pretendiamo di dormire tropo bene, quando teniamo a qualcosa, le sere prima di una grande sfida, il nostro sistema simpatico tende a non andare in stand by e il tono rimane elevato.È sano, non è un problema.

10. Impariamo a conoscere se rendiamo di più la sera o la mattina. Non conformiamoci necessariamente con i nostri compagni di classe che magari studiano alla sera: se siamo un crono-tipo mattutino ( allodola) dobbiamo svegliarci prima a studiare e rilassarci dopo cena. viceversa chi è serotino deve fare cene leggere a spuntino e sfruttare le per tarde per lo studio.

11. Studiare “sconnessi”. Sconnettiamo gli smartphone quando studiamo, dobbiamo facilitare l’attenzione sostenuta o faremo fatica nel processo di memorizzazione. prendiamoci invece frequenti pause ( ogni 45 min) per rispondere a sms e chiamare amici, ci rilasseremo mantenendo sempre alto la qualità del studio.

12. Usiamo come ansiolitico il ripasso collettivo. Quello in cui ci confrontiamo con gli altri ripetendo ad alta voce, ci aiuterà a raccogliere informazioni utili e nuove e renderci conto di ciò che è veramente utile focalizzare e sapere.

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