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Come affrontare un colloquio di lavoro

Per colloquio di lavoro un curriculum non basta. È importante conoscere i propri punti di forza (e di debolezza) ed entrare in relazione in modo efficace

Incontra uno psicologo
Come affrontare un colloquio di lavoro

Per sostenere un colloquio di lavoro un buon curriculum non basta. È importante conoscere i propri punti di forza (e di debolezza!) e sapere entrare in relazione in modo efficace. Ecco i nostri consigli.

Il colloquio di lavoro è un’occasione per mettersi in gioco sotto diversi punti di vista: a essere valutate, infatti, non sono solo la formazione e l’esperienza professionale, ma anche le capacità, le attitudini e le caratteristiche personali. Per questo è importante non solo predisporre un curriculum e una lettera di accompagnamento impeccabili ma, soprattutto, essere preparati a parlare di sé (essere cioè consapevoli dei propri punti di forza e debolezza) e sapere riconoscere e controllare ciò che si comunica e come lo si vuole comunicare.  

Primo passo: conoscersi

Come prima cosa, dunque, potrebbe essere utile creare un “dossier” completo su di sé, allo scopo di conoscersi meglio e, di conseguenza, essere in grado di descriversi meglio agli altri.

I punti principali del dossier dovrebbero riguardare:

  • i propri punti di forza
  • le maggiori competenze
  • le attività svolte meglio
  • i principali risultati raggiunti
  • i punti di debolezza
  • le aree in cui ci si sente più carenti
  • i principali errori commessi

Secondo passo: entrare in relazione

Quando si affronta un colloquio di lavoro, si instaura una breve relazione tra due persone sconosciute, durante la quale l’intervistatore si forma un’impressione dell’intervistato sulla base di numerosi fattori, come la comunicazione verbale, ovvero quello che effettivamente viene detto (il contenuto), la comunicazione non verbale, ovvero le modalità attraverso cui si comunica (per esempio il tono della voce o la postura del corpo) e i comportamenti messi in atto in quella determinata situazione.

Per questo motivo è importante rispettare le regole che governano ogni relazione, e al tempo stesso fare attenzione e gestire il linguaggio verbale e non verbale.
Ecco qualche suggerimento:

  1. esercitarsi a gestire le emozioni di ansia e nervosismo in maniera appropriata alla situazione: è naturale provare queste emozioni quando si viene valutati da un estraneo, ma è importante non esibirle troppo, per non dare un’impressione di insicurezza, e non farsi dominare da esse, rischiando di perdere la concentrazione necessaria. Un modo semplice ma efficace può essere la “tecnica del respiro lento” (si inspira per 3 secondi, e successivamente si espira per 3 secondi, in modo da fare 10 respiri completi al minuto, contrastando la respirazione affannosa che caratterizza invece lo stato d’ansia).  
  2. stabilire spesso un contatto visivo per mostrare all’altro la propria partecipazione e il proprio coinvolgimento durante il colloquio, senza fissare però con sguardo vitreo l’intervistatore; infatti un contatto visivo continuo è negativo quanto il suo contrario.
  3. mantenere un sorriso piacevole e rilassato, a riprova che è in corso una conversazione interessante, facendo attenzione a non sorridere forzatamente per non risultare finti; infatti il sorriso non spontaneo contribuisce a creare un’impressione negativa di sé.
  4. utilizzare il “dialogo positivo interno”, ovvero comunicare con sé stessi riconoscendo il proprio valore e le proprie potenzialità, usando frasi del tipo “sono in grado di parlare di me in maniera sicura”, “ sono in grado di parlare del mio lavoro passato in maniera sicura”; questo atteggiamento, infatti, contribuisce ad aumentare la percezione di auto-efficacia e a creare nell’altro un’impressione positiva.
  5. utilizzare le “immagini mentali” per visualizzare una situazione in cui si è rilassati e a proprio agio, o prefigurare l’esito positivo del colloquio; questa tecnica contribuisce a migliorare la performance e a diminuire lo stress durante il colloquio.