Mente&Corpo

Yoga, otto cose che forse non sai

Una guida tra verità e falsi miti di una pratica che ha radici antichissime e che oggi è supportata da importanti evidenze scientifiche

Incontra uno psicologo
Yoga, otto cose che forse non sai

Cos’è lo yoga? O meglio, che cosa sono gli yoga? È una filosofia? Che impegno richiede? Che benefici porta? Una guida tra verità e falsi miti di una pratica che ha radici antichissime e che oggi è supportata da importanti evidenze scientifiche

Spesso ci riferiamo al termine “yoga” come termine relativo a un’unica disciplina, ben connotata, con i pro e i contro che una connotazione comporta. Un forte impulso alla diffusione dello yoga fu dato dalla cultura hippy negli anni ’60. Infatti lo yoga e la meditazione venivano associati  alla possibilità di espandere lo stato di coscienza dell’essere. Stato di coscienza che in quegli anni veniva “alterato” anche attraverso numerose sostanze stupefacenti. Quel periodo ha promosso una idea dello yoga “freak” e “alternativa”. Contribuendo a formare lo stereotipo dello yoga come una pratica stravagante. Molti maestri di questa antica disciplina, hanno iniziato in quegli anni a trasferirsi dall’India in occidente (Stati Uniti su tutti) fondando ashram (luoghi di meditazione, dove è possibile fermarsi e soggiornare) e dando vita a numerosi e diversi percorsi spirituali.  Negli anni abbiamo visto fiorire una miriade di tipi di yoga, che si rifanno ad un maestro o ad una disciplina specifica.

È utile allora fare chiarezza su un termine che racchiude in sé numerosi e diversi percorsi.

1. Non c’è solo uno yoga

Quando parliamo di yoga in realtà stiamo parlando di una galassia di discipline riconducibili al termine stesso. Tutte utilizzano gli stessi strumenti: posture (cosiddette asana) attenzione al respiro (pranayama) e attitudine di ascolto-contemplazione (meditazione) dello stato del corpo e della mente. Alcuni tipi di yoga utilizzano anche visualizzazioni (concentrarsi su una particolare immagine o pensiero) o mantra (concentrarsi sulla ripetizione di un suono o frase).

2. Non è una filosofia

Lo yoga non è un processo di adesione dell’individuo a un dogma o a un credo di riferimento. Piuttosto aiuta lo stesso individuo  a osservare e sperimentare, ciò in cui crede o non crede. Praticare yoga non significa professare un credo o necessariamente, una filosofia.  Per quanto sia difficile stabilire un punto di riferimento comune, per molti tipi di yoga è stabilito in un testo scritto circa 1600 anni fa dal saggio indiano Patanjali. Il testo non espone una filosofia particolare né fa riferimento ad una religione specifica, bensì raccoglie e riformula una sapienza antichissima, che si perde nella notte dei tempi della storia dell’uomo. Il testo, che annovera diversi e illustri commentatori, è stato scritto sotto forma di “aforismi” (sutra).

3. Non è solo una pratica

Lo yoga può essere definito come uno stato (della mente) dunque non semplicemente una pratica sul corpo come spesso viene definito. Il termine yoga deriva dal termine sanscrito giogo (una trave in legno che unisce i due buoi che trainano il carro o l’aratro). Dunque yoga, indica esattamente un processo di unione. Il praticante, durante lo yoga, non dissocia i propri processi mentali da ciò che sta realmente vivendo nel momento presente, realizzando così: l’unione mente-corpo. Gli antichi sutra parlano di controllo delle onde pensiero, un processo di disidentificazione dai pensieri (che invece, spesso, noi percepiamo come  coincidenti con il nostro intero essere).

4. Non consiste necessariamente in un movimento fisico

Posso praticare lo stato dello yoga anche stando completamente immobile. Per quanto il movimento fisico agevola, induce e facilita tale stato.

5. Non pretende la perfezione

La posizione assunta, o il movimento praticato, non devono necessariamente essere perfetti per avere i loro benefici. Se sto praticando in uno stato contemplativo ogni posizione o movimento sarà perfetto, in quanto espressione del mio meglio in quel momento. Lo yoga funziona in base alle proprie possibilità e impegno.

6. Aiuta a star meglio fisicamente

Numerose ricerche scientifiche confermano l’efficacia dello yoga in una serie di disturbi: dell’umore, stress, ipertensione, riabilitazione motoria e gastrici (ricordiamo che il  nervo vago e un nervo cranico che arriva sino allo stomaco e all’intestino mettendo in connessione il cervello con questi due organi). Dunque una pratica supportata da sempre più numerose evidenze scientifiche.

7. Aiuta a star meglio psicologicamente

Il processo di disidentificazione (di cui si è detto) è simile alle pratiche di defusione cognitiva della moderna psicologia cognitiva. Il concetto di onde pensiero collega lo yoga ai concetti modulari e funzionali della scienza cognitive.  Questo fa dello yoga un moderno veicolo di conoscenza di se stessi e delle proprie problematiche.

8. Ha bisogno di continuità

Infine è necessario affermare che la pratica dello yoga ha effetti salutari e duraturi quando è esercitata in maniera continuativa. Serve dunque un impegno sostenuto e non sporadico. L’ideale sarebbe farlo rientrare nelle nostre azioni quotidiane come una pratica che ci accompagna e sostiene. È importante sottolineare che lo yoga, come tutte le pratiche quotidiane, ha bisogno non soltanto di essere praticato ma di essere praticato con interesse. Dobbiamo interessarci e incuriosirci ogni volta di cosa succede durante la pratica, sperimentare. Questo rende il nostro yoga sempre nuovo, più simile ad una relazione (quella con se stessi..) che ad una disciplina rigida e col tempo ripetitiva.   

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