Le storie

Maternità, come ha cambiato il mio modo di essere terapeuta

Con la maternità il cervello femminile cambia. Una psicoterapeuta racconta come sono migliorate le sue capacità empatiche dopo la nascita di sua figlia

Incontra uno psicologo

Uno studio di Nature Neuroscience dimostra che con la maternità il cervello femminile si modifica. La testimonianza di una psicoterapeuta che si è accorta di aver migliorato le proprie capacità empatiche dopo la nascita di sua figlia

Ho sempre faticato ad ascoltare Veronica senza perdermi prima o poi nei miei pensieri. Tra i miei pazienti era quella che percepivo più lontana, con cui non riuscivo mai davvero a sintonizzarmi. Eppure oggi, improvvisamente, i suoi racconti sembrano più interessanti, più ”vivi”, e non ho nessuna difficoltà a seguirne tutti i passaggi. Forse le è successo qualcosa?
Da quando sono rientrata al lavoro, dopo i mesi di sosta per la maternità, riuscire a mantenere la concentrazione senza pensare alla mia bambina non è stato semplice. Ma poi ho lentamente ritrovato il mio equilibrio e ho riassestato la mia mente. E oggi ho addirittura l’impressione che la mia mente funzioni ancora meglio di prima. Mi sembra di avere una sensibilità più raffinata all’ascolto e all’osservazione. No, non è Veronica a essere cambiata. A essere cambiata sono io. Sono diventata più brava a cogliere le sfumature, a leggere il linguaggio non verbale della conversazione. Ma è davvero possibile?

Nel novembre 2016 partecipai a un convegno organizzato a Milano da Gli Argonauti.  Il titolo del workshop era “Il divenire del terapeuta e l’evoluzione di uno stile personale nella cura” e durante il mio intervento raccontai come era cambiato il mio modo di stare con il paziente dopo la nascita di mia figlia. Parlai della mia esperienza, ma lo feci in modo del tutto personale per la quasi totale assenza di una bibliografia di riferimento, che potesse dare un peso scientifico a una tematica così intima.
Un mese dopo mi è capitato di leggere una ricerca pubblicata su Nature Neuroscience. Lo studio dimostrava per la prima volta come cambia il cervello delle donne dopo la gravidanza. Una diminuzione di materia grigia, infatti, renderebbe le mamme più inclini ad accogliere i bisogni dei lori neonati. Ritengo che sia proprio questo il cambiamento che io avevo cercato di descrivere durante il mio intervento al convegno: quello che io avevo vissuto sulla mia pelle, e che l’articolo di Nature Neuroscience dimostrava scientificamente, potrebbe avere importanti conseguenze non solo nella relazione della mamma con il suo bambino, ma anche nella relazione della terapeuta con i propri pazienti.

Che cosa dice la ricerca
I ricercatori dell’Università Autonoma di Barcellona hanno spiegato come con la maternità la struttura del cervello subisca alterazioni allo scopo di migliorare le capacità della futura madre di proteggere e interagire con il proprio bambino. Il team spagnolo ha esaminato alcune donne prima e dopo la prima gravidanza e, servendosi della risonanza magnetica, ha dimostrato che, dopo i 9 mesi di gravidanza e per almeno i due anni successivi al parto, alcune regioni della corteccia temporale e prefrontale, associate alle interazioni sociali e alle emozioni, presentano una significativa riduzione della materia grigia. “Questi cambiamenti corrispondono a un processo di adattamento alla maternità, che punta a migliorare la capacità di percepire le emozioni e i bisogni del bambino, e che assomigliano, almeno in parte, a quel meccanismo di ‘potatura’ che avviene nel cervello degli adolescenti, durante il quale le sinapsi più deboli vengono eliminate per dare spazio a reti di neuroni specializzate e più efficienti”, spiega Elseline Hoekzema, una delle autrici dello studio.

Le emozioni della maternità
La maternità entra nella vita di tutti i giorni senza che te ne renda conto. Tutto quello che hai fatto per capire, comprendere e imparare a gestire le emozioni, magari leggendo libri o seguendo corsi, sembra andare in corto circuito, ma tu devi andare avanti comunque, anche se attraversata da emozioni, pensieri e difficoltà che non avevi previsto. Non esiste e non può esistere un vero manuale di istruzioni.
La maternità cambia ogni donna, e questo è noto, ma ora sappiamo che, oltre a provocare sbalzi ormonali, produce anche un effetto sui neuroni, che diventano come antenne programmate per intercettare i bisogni del bebè e non solo. Prestare attenzione ai cambiamenti che si verificano in questo particolare momento della vita aiuta a far tesoro delle proprie risorse per meglio utilizzarle anche in altri contesti, come quello sociale o lavorativo in cui si vive.

La maternità della psicoterapeuta
La gravidanza della terapeuta è una condizione che, implicando trasformazioni a livello corporeo, mentale e quindi relazionale, in qualche modo tocca tutti i pazienti in terapia. La cura dei pazienti, infatti, passa inevitabilmente dalla cura della nostra relazione con loro. È importante che ogni terapeuta sia consapevole di come la gravidanza possa modificare, almeno in parte, il suo modo di essere in relazione con i pazienti. In particolare la trasformazione cerebrale conferisce una maggior attitudine a comunicare attraverso canali non verbali (come gli sguardi o le espressioni del viso) e una maggior propensione all’ascolto di questi stessi canali, con un potenziale giovamento alla relazione terapeutica.

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