Trauma

Una vita come tante di Hanya Yanagihara

Una vita come tante è la storia straordinaria di una vita conquistata giorno dopo giorno, tra le cicatrici di un passato di abusi e violenze e l’incredulità di scoprire che non tutto è perduto

Incontra uno psicologo
Una vita come tante di Hanya Yanagihara

Una vita come tante è l’ultimo romanzo della scrittrice newyorkese di origini hawaiane Hanya Yanagihara, pubblicato in Italia nel 2016 da Sellerio. C’è chi l’ha definito un romanzo di formazione, chi una storia di omosessualità e chi una denuncia della pedofilia negli Usa. Ma Una vita come tante è molto di più.

Trama

Jude St Francis ha poco più di vent’anni e vive a New York con gli inseparabili amici del college Willem, Malcom e JB. Ancora senza un soldo, ma forte della loro amicizia, Jude entra nell’età adulta e si trova a dover affrontare i traumi indelebili di un’infanzia violata, i limiti di un corpo malato, la difficoltà a fidarsi degli altri e l’incapacità di accettare i momenti di felicità e amore incondizionato che la vita gli riserva.

Recensione

Chi descrive Una vita come tante come la storia di quattro amici a New York ha letto forse meno della metà di un romanzo che conta oltre mille pagine. È vero, Hanya Yanagihara racconta le storie di personaggi diversi e lascia spazio a punti di vista che si alternano nella narrazione, ma il protagonista di Una vita come tante è uno e uno solo. Jude St Francis è uno dei personaggi più dirompenti a cui la letteratura contemporanea abbia mai dato vita: un uomo lacerato da un dolore incurabile e da una colpa non sua, crudele e ingiusto con se stesso, ma che nonostante tutto emana un’aura di amore e bellezza che conquista chiunque lo incontri. Quella che l’autrice chiama una “piccola vita” (A little life è il titolo in lingua originale) è in realtà una storia immensa, la più felice e allo stesso tempo la più triste che vi capiterà di leggere.

Jude, Willem, Malcom, Jb e poi Harold, Andy e Richard popolano una New York senza tempo dove le donne restano sullo sfondo, senza voce né spessore, e gli uomini sono sia vittime che carnefici, capaci delle peggiori atrocità e della più dolce gentilezza. Una vita come tante è il tentativo dell’autrice di esplorare le fragilità dell’universo maschile, che nel mondo in cui viviamo è ancora duramente represso, inibito dalle convenzioni sociali e incapace di esporsi per paura e vergogna.

Una vita come tante è un libro che pulsa come un corpo vivo e avvolge il lettore in un abbraccio claustrofobico, di affetto e sofferenza, nausea e libertà, fino a chiudersi in un finale catartico che lascia senza fiato.  

Perché ne parliamo?

Una vita come tante affronta insieme al suo protagonista tutte le sfumature più delicate e indescrivibili della psiche umana. A partire dal tema degli abusi sessuali infantili, del trauma che accompagna l’età adulta, del senso di colpa, della vergogna e dell’autolesionismo che ne derivano, per arrivare al desiderio suicidario, all’incapacità di liberarsi dai rapporti violenti, alla cronicità del dolore fisico e alla disabilità. Le tematiche sono tante e così difficili che risulterebbero ridondanti se l’autrice non desse prova di sensibilità e delicatezza estreme nel raccontarle. Ciò che in particolare Hanya Yanagihara riesce a rendere in modo impeccabile è la difficoltà di dare un nome ai nostri demoni e la radicale svolta che le nostre vite subiscono quando riusciamo ad abbattere questa barriera e parlarne con gli altri. Interessante benché marginale è il ruolo della psicoterapia nella storia, che nonostante venga proposta al protagonista fin dall’inizio, diventa un’opzione concreta solo alla fine di un lungo percorso di accettazione interiore.

A chi può piacere Una vita come tante?

Una vita come tante è un tomo di mille e cento pagine, consigliato quindi a chi ama le narrazioni lunghe, descrittive, a volte circolari e morbose, che conquistano il lettore e non lo lasciano più. La profondità dell’analisi dell’autrice è adatta a chi per motivi personali o per puro interesse vuole comprendere le dinamiche più complesse della malattia mentale e del trauma.

Una vita come tante è una storia che trascina il lettore con sé toccando i picchi più bassi e più alti delle emozioni umane con violenza cruda e implacabile: se siete in un momento di particolare fragilità o di sensibilità interiore e cercate qualcosa che vi tiri su d’umore, rimandate la lettura a un secondo momento. Se invece cercate un libro che vi tocchi nel profondo, avete trovato quello giusto.

Chi è l’autrice?

Hanya Yanagihara nasce nel 1974 a Los Angeles, da padre hawaiano e madre coreana. Ha vissuto tra Hawai e gli Stati Uniti e dopo gli studi ha scritto di viaggi per Traveler e per diverse testate prima di diventare vice direttrice dell’inserto Style Magazine del The New York Times. Nel 2013 ha esordito come scrittrice di romanzi con The people in the trees e nel 2015 ha raggiunto il successo internazionale con Una vita come tante.