Psicoterapia

Adolescenza: perché serve una terapia specifica

Perché la psicoterapia rivolta agli adolescenti deve avere caratteristiche specifiche

Incontra uno psicologo
Adolescenza: perché serve una terapia specifica

Le criticità dell’adolescenza sono note, eppure sia i professionisti che i genitori si trovano spesso impreparati e faticano a comprendere le specificità di questo momento della crescita individuale. Ecco perché la psicoterapia rivolta all’adolescente deve essere diversa da quella per l’adulto.

Erik Erikson, psicoanalista tedesco noto per i suoi studi sullo sviluppo, scrisse che l’adolescenza è una fase di passaggio tra “il non più e il non ancora”. Proprio il fatto di non appartenere più al mondo dell’infanzia e non ancora al mondo degli adulti è alla base delle crisi di passaggio e di rottura tipiche di chi attraversa questo momento della vita, che comporta un vero e proprio sconvolgimento: del corpo, della comunicazione e delle relazioni. Si tratta di una crisi che non riguarda solo il giovane: tutta la famiglia è direttamente coinvolta.
Attraversare questa fase è fondamentale per approdare a una modalità adulta di porsi e di essere. L’adolescente è come l’acrobata che lascia il trapezio per fare un salto verso un nuovo trapezio. Tale salto avviene in sicurezza se la rete relazionale (famiglia e amici) lo sostiene, ma anche la sua rete di pensieri ed emozioni deve essere pronta a elaborare questa fase di passaggio.
Che cosa accade se ciò non avviene? Quando il giovane non si sente sostenuto da una di queste due reti (quella esterna, cioè le relazioni con gli altri, e quella interna, cioè le proprie capacità di affrontare ciò che sta vivendo), vi può essere una caduta. Esempi di queste “cadute” possono essere l’ansia, la depressione, gesti autolesionistici, disturbi dell’alimentazione, fobie sociali, difficoltà ad andare a scuola, episodi di bullismo. In questi casi chiedere aiuto è il primo passo per rialzarsi.

Perché serve un servizio specifico per l’adolescenza

L’adolescenza viene spesso sottovalutata e confusa nella definizione dei propri confini, con il risultato che specialisti, educatori, insegnanti e genitori stessi dimenticano la sua specificità.
Nel momento in cui l’adolescente o la sua famiglia ricorre all’aiuto di uno specialista, è importante trovarsi al cospetto di una figura che abbia una preparazione specifica. È fondamentale che lo psicoterapeuta ascolti bisogni e desideri nascosti dietro il sintomo, tenendo conto dell’età del paziente che ha davanti, dell’importanza dell’ambiente in cui vive e del mondo reale. Per esempio, se un ragazzo interrompe la scuola, è importante che si comprendano le motivazioni alla base, ma anche che ci sia la ripresa di un percorso formativo o lavorativo. Un adolescente che rimane chiuso a casa è sicuramente un adolescente a rischio depressivo.

Un aiuto anche ai genitori

Quando un giovane o i suoi genitori arrivano a chiedere un aiuto psicologico è solitamente a causa dei sintomi che l’adolescente lamenta e l’obiettivo è quello di superare l’ostacolo che lo sta bloccando nella sua crescita e nel suo affermarsi come individuo.
Ma aiutare solo il giovano il più delle volte non basta: è fondamentale un coinvolgimento dei genitori parallelo e distinto dal figlio. Il giovane porta spesso un disagio nel confrontarsi con i propri genitori ed è importante, per una buona prognosi, che i genitori stessi possano essere sostenuti a rivestire e modificare il loro ruolo. Avere la collaborazione dei genitori significa rafforzare quella rete che deve sostenere il giovane nel fare il salto. In alcuni casi i genitori fanno fatica a trovare la giusta distanza dal proprio figlio, con il rischio di sbandamenti agli estremi: o lo controllano come se fosse ancora un bambino bisognoso, o prendono le distanze facendolo sentire abbandonato. Compito del genitore è trovare quel difficile e sottile equilibrio tra lo stare accanto e guardare a distanza.
Infine, in situazioni di stallo del giovane nello svolgimento di attività significative per la sua crescita, lo psicoterapeuta deve poter contare su di una rete ulteriore: un gruppo di professionisti tra cui educatori e assistenti sociali che, collaborando, possano rispondere ai diversi bisogni evolutivi del giovane paziente.

Aiutare l’adolescente a prendere parola

Lo psicoterapeuta aiuta l’adolescente a mettere in parola e fare uscire emozioni, pensieri, sogni e desideri che sono spesso vissuti come segreti o inaccettabili. Emergono così aspetti della personalità che il giovane fino ad allora non riusciva ad accettare: vederli insieme a un adulto gli consente di assumersi la responsabilità di chi è, entrando nell’area adulta dell’identità. Il giovane diventa protagonista di se stesso nel momento in cui chiarisce chi è e chi non vuole essere.
Inoltre, studi scientifici confermano come un intervento precoce su problemi psicologici e psichiatrici in adolescenza prevenga cure ben più lunghe e costose in età adulta. Aiutare il giovane a diventare protagonista della propria vita mette le basi per una maturazione più libera da conflitti e confusioni.

All’interno del servizio specialistico di Psicologia e Psicoterapia al Centro Medico Santagostino, lÉquipe Adolescenti vede sin dalla prima visita il giovane ma anche i genitori, al fine di proporre un percorso personale all’adolescente e fornire un sostegno ai genitori, che spesso si sentono messi in scacco.

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