Donne

Facciamo il punto sull’orgasmo femminile

La sessualità femminile tra curiosità storiche e scoperte scientifiche

Incontra uno psicologo
Facciamo il punto sull’orgasmo femminile

Nell’Era Vittoriana si pensava che le donne non avessero desideri sessuali e non provassero piacere. Ma da quando si è cominciato a fare ricerca scientifica sull’orgasmo femminile, si sono scoperte molte cose interessanti.

Il tema dell’orgasmo femminile è da sempre avvolto in un alone di mistero e falsi miti. Ma dai tempi del massaggio pelvico – utilizzato come cura palliativa per l’isteria – a oggi, le cose sono molto cambiate. Nel corso degli anni la ricerca medica ha ottenuto importanti conferme relative a questo fenomeno, arrivando persino a definirne diversi tipi: vaginale, clitorideo o multiplo, in base a specifiche peculiarità. In alcuni casi l’orgasmo può condurre la donna fino a una condizione di “estasi orgasmica”, chiamata anche petite mort (piccola morte) proprio per le sue caratteristiche totalizzanti del corpo e della mente. In altri invece, può essere causa di condizioni di deflessione dell’umore, arrivando persino a quella che è stata definita Disforia postcoitale, ossia uno stato simil depressivo caratterizzato da pianto, ansia, agitazione, tristezza, malinconia, e talvolta aggressività, nel momento del distacco dopo l’atto sessuale. Tutte queste classificazioni però non devono ingannare, l’orgasmo femminile è e rimane un fenomeno complesso e con peculiarità differenti da donna a donna.

Un po’ di storia

Nell’Era Vittoriana alla fine dell’Ottocento  vi era la credenza che le donne non potessero provare un reale desiderio sessuale. In quest’epoca, l’orgasmo femminile era considerato principalmente un metodo terapeutico utile a contrastare alcuni sintomi isterici come mal di testa, epilessia e nervosismo. Ciò che accadeva alle donne quando venivano sottoposte al massaggio pelvico da parte del medico era chiamato “parossismo isterico”: definizione con la quale la comunità scientifica del tempo si riferiva a un’esperienza di massima intensità, quasi violenta, apice di un processo morboso che pensavano non avesse nulla a che vedere con il piacere sessuale. Solo qualche tempo dopo, a cavallo della Rivoluzione Industriale, con l’avvento dell’elettricità domestica, la scoperta del piacere oltre che dei benefici dati dall’orgasmo, rese possibile tra le donne dell’alta società, la diffusione dei primissimi vibratori.

L’orgasmo femminile: un fenomeno psicosomatico

Alla fine degli anni Sessanta, William Masters e Virginia Johnson pubblicarono il primo studio approfondito sulla fisiologia sessuale umana esaminando, nel corso di 11 anni, oltre diecimila atti sessuali compiuti da circa 700 volontari (la loro storia è stata recentemente raccontata nella serie tv Masters of Sex). Durante le loro ricerche, i due teorizzarono che il “ciclo di risposta sessuale” fosse composto da tre fasi: l’eccitamento, il plateau (ossia il perdurare dell’eccitazione fisica) e l’orgasmo, la parte finale. Scoprirono che l’orgasmo poteva essere scatenato in molteplici modi differenti e regolato non solo a livello genitale, ma anche da condizioni psicologiche a livello di emozioni, pensieri, convinzioni e vissuti personali, e soprattutto attraverso l’intesa sessuale con il partner. Questa variabile infatti, sembrava giocare un ruolo chiave nell’espressione del piacere, grazie all’equilibrio dato dal ritmo dei movimenti e dall’intensità dell’atto sessuale.
Solo recentemente, nell’ottobre del 2016, Adam Safron, neuroscienziato del dipartimento di psicologia del Weinberg College of Arts and Sciences del Northwestern, ha rielaborato decine di studi su questo tema evidenziando come il ritmo dell’attività sessuale possa influire direttamente sul nostro cervello e quindi sull’esperienza di piacere. Safron ha dichiarato che “la stimolazione ritmica influisce sulle onde cerebrali e sulle sue frequenze attraverso un processo, chiamato trascinamento neurale. Se la stimolazione sessuale è abbastanza intensa e va avanti a lungo, l’attività sincronizzata si diffonde in tutto il cervello provocando una sorta di trance e dunque l’orgasmo”.
È proprio la stretta correlazione con la sfera emozionale a rendere non sempre facile il raggiungimento del piacere: il fatto che la risposta sessuale sia spesso veicolata a livello emotivo e corticale può comportare alcune difficoltà durante il rapporto. Nel caso dell’orgasmo femminile, si parla di Disturbo dell’Orgasmo Femminile, ossia l’impossibilità di raggiungere l’orgasmo dopo una fase di adeguata eccitazione.

Che cosa accade in una donna durante l’orgasmo?

Durante la fase di eccitamento, le reazioni degli organi maschili e femminili sono ovviamente molto diverse, anche se vi possono essere fenomeni comuni a entrambi, come le contrazioni muscolari.
Nella donna, in particolare, la risposta orgasmica ha un inizio preciso nel tempo ed è caratterizzata da 3-12 contrazioni ritmiche e involontarie che si susseguono a intervalli di 0,8 secondi durante i quali aumentano la pressione sanguigna ed il battito cardiaco.
Un importante studio pubblicato nel novembre del 2017 all’interno della rivista The Journal of Sexual Medicine ha analizzato la risonanza magnetica funzionale di alcune donne durante l’orgasmo rilevando la presenza di una maggiore attività cerebrale: molte aree coinvolte nella memoria, nel controllo delle emozioni, nel movimento e nelle sensazioni sono attivate in modo crescente durante la stimolazione, fino a un picco di attivazione durante l’orgasmo, seguito da un calo subito dopo.

Intelligenza emotiva e orgasmo femminile

Un elemento importante che va a rimarcare l’influenza degli aspetti psicologici sull’orgasmo femminile riguarda l’intelligenza emotiva. L’intelligenza emotiva è la capacità di riconoscere, comprendere e gestire in maniera consapevole le proprie emozioni e quelle degli altri, ma anche l’abilità di sapere distinguere tra sentimenti e sensazioni, per poter indirizzare poi le proprie azioni e i propri pensieri in modo adeguato. Questo tipo di presa di coscienza è ovviamente correlato anche con la consapevolezza di ciò che ci piace e ci fa stare bene. È proprio uno studio pubblicato sul Journal of Sexual Medicine nel 2009 e condotto su oltre 2000 gemelle (scelte per escludere i fattori genetici e ambientali dalla ricerca), a confermarne l’ipotesi. Alle donne partecipanti è stato chiesto di compilare un questionario sulla loro vita sessuale e di rispondere ad alcune domande, così da poter misurare il loro livello di intelligenza emotiva su una scala dove “mai” e “sempre” ne rappresentano gli antipodi. Le donne più intelligenti emotivamente sono risultate più soddisfatte da un punto di vista sessuale (sia nei rapporti che durante la masturbazione), al contrario delle donne con minore intelligenza emotiva che hanno mostrato maggiori difficoltà a raggiungere l’orgasmo.
Una maggiore conoscenza, non solo del proprio corpo ma anche e soprattutto delle proprie emozioni, influenzerebbe la capacità della donna di comunicare le sue aspettative al partner e quindi di arrivare all’orgasmo.