Psicopatologia

Binge eating: regolare le emozioni col cibo

Il disturbo dell’alimentazione di chi ricorre alle abbuffate per sentirsi meno giù

Incontra uno psicologo
Binge eating: regolare le emozioni col cibo

Mangiare a dismisura senza sapere perché, fino a sentirsi male e vergognarsi di se stessi. Si chiama binge eating disorder il disturbo dell’alimentazione di chi ricorre alle abbuffate per sentirsi meglio e poi entra in un circolo vizioso patologico. Ecco come riconoscerlo e uscirne.

La relazione tra cibo e emozioni è esperienza comune: nei momenti di particolare tristezza, c’è chi trova sollievo in un uno sfizio in più e chi invece perde completamente l’appetito. Ma quando il cibo diventa l’unico strumento per gestire le emozioni, può verificarsi una totale perdita di controllo. Quest’ultimo comportamento è noto in psicologia come binge eating disorder: la malattia delle abbuffate.

Le abbuffate

Con “abbuffata” si intende l’ingestione di una quantità di cibo di molto superiore a quella che la maggior parte delle persone mangerebbe nello stesso tempo e in circostanze simili.
Questi comportamenti sono spesso accompagnati da una sensazione di perdita di controllo e senso di vergogna. La maggior parte delle persone che soffrono di disturbo da alimentazione incontrollata mangia da sola, a causa della vergogna e dei vissuti di disgusto, colpa e tristezza che ne conseguono.
Mentre nella bulimia nervosa, le abbuffate possono essere accompagnate o meno da successive condotte di eliminazione o di compensazione (vomito, uso di lassativi o diuretici, attività fisica o restrizione alimentare che danno alla persona la sensazione fittizia di rimediare al momento di debolezza) nel binge eating disorder questi comportamenti non si verificano.

Che ruolo gioca la regolazione delle emozioni?

Con il termine regolazione emotiva si intende genericamente l’abilità di una persona di gestire e rispondere in maniera efficace agli eventi della vita, siano essi di tutti i giorni o straordinari, come ad esempio un evento traumatico. La regolazione emotiva indica  i processi a cui ricorriamo per influenzare le nostre emozioni, per viverle ed esprimerle in maniera funzionale. Gestire in modo efficace le proprie emozioni significa essere in grado di riconoscerle, distinguerle tra loro, attenuarle e modularne l’intensità.
Numerosi modelli, ad esempio quello di Safer e collaboratori nella cornice della Terapia Dialettico Comportamentale (DBT) o il modello Transdiagnostico di Fairburn, ritengono che l’uso eccessivo del cibo possa considerarsi un tentativo poco adeguato di regolare le emozioni, a causa della mancata capacità di ricorrere a strategie migliori. Gli studi condotti, in effetti, mettono in evidenza come le abbuffate di cibo siano in grado di migliorare temporaneamente l’umore di chi ne fa uso. Tuttavia, sul lungo termine, l’incremento ponderale contribuisce a ridurre l’autostima e il senso di efficacia personale. Ci si sente inadeguati ed impotenti e aumentano emozioni dolorose vergogna, colpa e tristezza. L’aumento di queste emozioni predispone a nuove abbuffate. Coloro che soffrono di disturbo da binge eating, si abbuffano, infatti, prevalentemente a seguito di emozioni di tristezza, rabbia, ansia, noia, ma talvolta anche a seguito di emozioni positive particolarmente intense.

Breve e lungo termine

L’abbuffata rappresenta una strategia di soppressione delle emozioni: l’assunzione eccessiva di cibo porta a non sentire più il dolore, a spegnere temporaneamente la sofferenza. Tuttavia, l’uso del cibo per sopprimere o regolare le emozioni può essere efficace nel breve termine ma è assolutamente fallimentare nel lungo termine: quando cerchiamo di sopprimere un’emozione, questa tende a ripresentarsi ancora più intensamente di prima. È come se il tentativo di sopprimerla portasse a fissarla e a intensificarla. Analoghe strategie di soppressione delle emozioni sono l’uso di sostanze stupefacenti o altri comportamenti impulsivi che, a volte, sono presenti anche in coloro che soffrono di disturbo da binge eating.
Un’altra strategia di regolazione delle emozioni inefficace e che si riscontra spesso in coloro che soffrono di binge eating è la ruminazione. Con questo termine si indica la tendenza a pensare e ripensare agli eventi che hanno provocato quelle emozioni negative in maniera astratta e non finalizzata, come tentativo di comprendere e risolvere il problema. tuttavia, questa modalità di pensiero non è né efficace né risolutiva. Essa infatti, tende a interferire con la risoluzione del problema e fa sentire indecisi e ancora più abbattuti.

L’importanza del lavoro psicoterapeutico sulla regolazione emotiva

Le abbuffate frequenti conducono a un circolo vizioso: infatti, all’aumento di peso consegue quasi sempre un calo dell’autostima e del senso di efficacia personale. Compaiono emozioni di disgusto, colpa, vergogna, tristezza e impotenza che, peggiorando l’umore, spingono a nuove abbuffate. In questo modo, chi soffre di binge eating si sente imprigionato. Si può generare una vera e propria “fobia delle emozioni”, che tanto più vengono evitate, tanto più aumentano di intensità, tanto più verranno soppresse perché percepite come intollerabili. Così il circolo vizioso procede inarrestabile. Le ricerche ci spingono, quindi, a considerare la regolazione emotiva come un importante bersaglio nel trattamento del disturbo da binge eating: imparare a riconoscere e a regolare le emozioni, non con la soppressione, con il cibo e con la ruminazione, ma con strategie più efficaci sul breve e lungo termine.

 

 

 

 

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