Relazioni

Sulla friendzone non ne sapete abbastanza

La scienza ha cominciato a studiare la friendzone. Ci sono notizie buone e notizie meno buone.

Incontra uno psicologo
Sulla friendzone non ne sapete abbastanza

La ‘friendzone’ è una situazione di amicizia poco chiara, in cui almeno un partecipante prova più di semplice affetto per l’altro. Gli studiosi hanno cominciato di recente a occuparsene. Ancora una volta, c’entra l’evoluzione. Mini-guida sulla friendzone per fare gli esperti con i vostri “amici”.

La friendzone, letteralmente “zona amicizia”, è un termine specifico per indicare una situazione di amicizia, in cui almeno uno dei due partecipanti ha sviluppato sentimenti più intensi verso l’altro. Quasi sempre in questa situazione, uno dei due non ricambia ciò che l’altro prova, e non sembra neanche esserne consapevole. Il risultato è il blocco nella friendzone.
La letteratura cinematografica e televisiva ha prodotto centinaia di esempi di friendzone. Il più recente è relativo alla serie tv Game of Thrones, in cui Jorah Mormont, fedele scudiero di Daenerys Targaryen, si innamora della regina dei draghi, la quale però non ricambia i suoi sentimenti. Anche sui social il fenomeno della friendzone è ben conosciuto. Per esempio, su facebook la pagina “Boom. Friendzoned.”, ha quasi due milioni di like, e ha portato a un libro dal titolo significativo “Ti amo di bene”.

Cosa dice la scienza

La friendzone è diventata di recente un concetto interessante anche a livello scientifico. In effetti, mentre le amicizie all’interno dello stesso genere hanno un ruolo chiaro, meno ovvio sembra il destino dell’amicizia tra generi diversi. Questo avviene perché tendiamo a ricondurre il rapporto tra uomo e donna a una relazione sentimentale, invece che a una relazione amicale. Il motivo è semplice, come esseri umani ordiniamo la realtà creando categorie prototipiche, in cui le vie di mezzo trovano poco spazio. È lo stesso fenomeno alla base della formazione dei pregiudizi e degli stereotipi.
Le amicizie con membri dello stesso genere cominciano a forgiarsi durante l’infanzia, diventano poi importanti e quasi esclusive nella preadolescenza. Hanno la funzione di stimolare la crescita psicosociale dell’individuo e contribuiscono a plasmare identità e personalità. In seguito, i gruppi amicali si ampliano e accettano la “contaminazione” di membri del sesso opposto. Alcune di queste amicizie eterosessuali si trasformano in relazioni sentimentali, mentre altre rimangono amicizie pure. Quest’ultima possibilità è però più rara, ed è la ragione per cui abbiamo difficoltà a capire le amicizie eterosessuali.
La friendzone può anche risultare da una pratica manipolatoria, il così detto “tenere all’amo”, descritto nella famosa serie tv How I met your mother. Questo comportamento implica dare continue speranze a qualcuno rispetto al fatto che l’amicizia potrebbe evolversi in relazione sentimentale. In questo caso chi tiene all’amo lo fa per tenere alta la propria autostima (“se qualcuno mi desidera valgo qualcosa”), ma in realtà non è interessato a un rapporto con l’altro. Molti quindi approfittano della friendzone.
Un altro aspetto che determina la friendzone è l’asimmetria: spesso una delle due persone è più coinvolta, o più attratta dell’altra, e quindi non può svilupparsi una reciprocità di sentimenti in grado di soddisfare entrambi.
Ma se due persone sono attratte l’una dall’altra, perché dovrebbero restare amiche? In questo caso, la friendzone si sviluppa non per l’asimmetria nei sentimenti dei partecipanti (cioè uno è più coinvolto), ma per altre ragioni, come l’insicurezza, la paura di rovinare un rapporto positivo, il senso di inadeguatezza.
Facciamo una precisazione, comunque. In questo articolo si fa riferimento alla letteratura scientifica che si è occupata dell’amicizia tra uomini e donne, mentre non sono citati studi sulle ambiguità nell’amicizia tra persone omosessuali. In questo caso le dinamiche potrebbero essere diverse.

È possibile l’amicizia tra uomo e donna?

La risposta è che sì, è possibile, ma è più complicato di quanto pensiate, per una serie di ragioni non proprio ovvie. La prima spiegazione è che uomo e donna valutano in modi diversi l’interesse sessuale dell’altro nei propri confronti. Secondo recenti ricerche, gli uomini tendono a sovrastimare l’interesse che le donne nutrono nei loro confronti. Al contrario, sembra che le donne tendano a sottostimare l’interesse degli uomini per loro. Questa diversità ha senso a livello evoluzionistico. In effetti, gli uomini non hanno niente da perdere e accettano con maggiore facilità un rifiuto. Per l’evoluzione della specie, era meglio che un uomo fosse più fiducioso e tentasse di accoppiarsi con più partner possibili; la donna, invece, dovendo affrontare una gravidanza e crescere i figli, aveva bisogno di essere più selettiva. Comunque oggi questa tesi è ancora controversa e non c’è un consenso unanime a riguardo.
La seconda spiegazione ha a che fare con la definizione dei ruoli nella relazione. L’amicizia eterosessuale è ancora poco definita a livello sociale, e un’ambiguità delle regole potrebbe portare a conseguenze negative, come dare false speranze all’altro, o ingelosire i rispettivi partner se presenti. Una ricerca del 2016 ha rivelato le condizioni perché l’amicizia tra sessi opposti funzioni:

–       vedere l’altro come un membro della famiglia (“è come un fratello/una sorella”);

–       che entrambi escludano la possibilità di sviluppare una relazione sentimentale.

In sostanza, quando entrambi escludevano in modo categorico (e ci credevano veramente fino in fondo) un possibile coinvolgimento sessuale, allora l’amicizia tra i sessi era possibile. Quando almeno uno dei due riteneva possibile uno sviluppo sessuale, allora la soddisfazione nelle relazioni era minore. Ciò avviene perché chi nutre queste speranze comincia a formarsi, in maniera più o meno consapevole, diverse aspettative, fantasie e desideri sulla relazione. Tutto ciò provoca allora ansia, tensione, umore negativo e peggiora la soddisfazione nella relazione.
La terza spiegazione è che le strategie di riproduzione sono spesso inconsapevoli. Un uomo che teme il rifiuto ha meno possibilità di avvicinarsi a potenziali partner, e quindi minori possibilità di riprodursi. L’evoluzione, allora, ha reso inconsapevoli queste strategie, donando all’uomo un bias, cioè un errore di valutazione inconscio. In altre parole, l’amicizia uomo-donna esiste anche per pura affinità intellettuale, però sembra che, in qualche modo, valutiamo sempre l’altro come potenziale partner: per gli uomini, un’amica è una possibilità in più per accoppiarsi; per le donne, si tratta di tenere vicino un aiuto per proteggersi fisicamente o per proteggere la prole.
Insomma, l’evoluzione ha reso molto complicate le amicizie tra uomini e donne, specie se questi possono provare attrazione reciproca. L’amicizia tra sessi opposti però esiste. Siamo una specie complessa e curiosa, abbiamo bisogno di comprendere il punto di vista dell’altro e quindi ci interessa il punto di vista di un altro genere. A molti uomini interessa conoscere il “codice” femminile e molte donne si trovano più a loro agio con gli uomini che con le amiche. La soluzione è escludere il coinvolgimento sessuale, come detto sopra. Forse è per questo che molte donne hanno come amici (migliori amici!) uomini omosessuali. In questo modo soddisfano il bisogno di relazione non sessuale con l’altro genere.

Come uscire dalla friendzone

In alcuni casi, uscire dalla friendzone può essere semplice. Secondo alcuni studi, quando pensiamo di piacere agli altri finiamo effettivamente per piacere. L’atteggiamento di sicurezza e maggiore fiducia nel proprio valore porta l’altro a vedersi interessato.
Se questo non può essere il vostro caso, per varie ragioni, potete provare a seguire le indicazioni di Jeremy Nicholson, ricercatore americano di psicologia sociale:

–       Mostrarsi meno interessati – la relazione è già sbilanciata in favore dell’altro. Mostrarsi disperati e bisognosi non migliorerà le cose. Le ricerche mostrano che nelle relazioni ha più potere chi mostra di sapersi tirare indietro;

–       Mostrarsi di meno – sembra infatti che le persone reputino di valore qualcosa quando ne hanno meno del solito, o quando gli viene portata via;

–       Creare competizione – farsi vedere in giro con qualcun altro segue il principio del mostrarsi di meno. Se l’altro non si ingelosisce almeno un po’, forse avete un’idea in più su quello che significate per lui o lei;

–       Effetto Ben Franklin – invece di continuare a fare favori, cominciate a chiederli. Secondo questo effetto, piacciamo di più agli altri quando sono loro a farci favori. Questo infatti li fa sentire come se stessero investendo su di noi. Tale comportamento comunica al sistema cognitivo che la persona che stiamo aiutando è importante [NdR: ok, ma con moderazione].

–       Gratificazione – quando l’altro si comporta bene siate gentili e grati, e ringraziatelo. Se invece non vi rispetta siate indifferenti, o comunque non siate sottomessi.

Insomma, la friendzone è un momento di blocco in una relazione tra persone di sesso opposto. È complicato, ma seguendo alcuni principi può essere più facile da affrontare. Ricordate che l’aspetto più importante e apprezzato è la chiarezza. Cercate di essere chiari dall’inizio sulla natura della relazione e, se qualcosa cambia nei vostri sentimenti, parlatene.

 

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