Ansia

Mangia, prega, ansia. Come affrontare l’ansia pre-partenza

Viaggiare può rivelarsi faticoso a causa di sintomi ansiosi di vario tipo

Incontra uno psicologo
Mangia, prega, ansia. Come affrontare l’ansia pre-partenza

Viaggiare è un’esperienza per molti gratificante. Eppure, ci sono tante persone che vivono con difficoltà questa situazione. Dover preparare e pianificare tutto, uscire dalla propria zona di comfort e tranquillità, affrontare le proprie paure può essere per certe persone un fattore di stress che riduce il piacere del viaggio. Vediamo cos’è l’ansia pre-partenza, e come affrontarla.

La maggior parte delle persone sogna di girare il mondo, ma non per tutti è così semplice prenotare un mezzo e dirigersi verso una destinazione. Molte persone, infatti, che si tratti del primo o del centesimo viaggio, prima di partire provano una sensazione spiacevole di diversa intensità. Lo stress, l’ansia e la paura possono essere ridotti con alcuni piccoli accorgimenti e qualche consiglio più professionale, evitando così di rinunciare a una vacanza o a un viaggio di lavoro.

Cos’è e da dove arriva l’ansia pre-partenza?

L’ansia pre-partenza è una condizione molto comune. Viaggiare dovrebbe essere un’esperienza piacevole eppure, fin dalla preparazione, non sempre è tutto così semplice, anche per chi fa il “turista di mestiere”.
I pensieri che la caratterizzano sono accomunati dal timore di viaggiare e dal pensiero che sia troppo pericoloso. Prima di partire, la persona può arrivare a sperimentare alcuni sintomi fisiologici ansiosi: respirazione veloce, nausea, tachicardia, paura intensa e preoccupazione eccessiva. Questo stato deriva solitamente da un problema di ansia già presente nella vita di quella persona, che viene poi associato al viaggio tramite il timore di non avere il controllo, l’allontanarsi dalla propria zona di comfort, ma anche in modo più indiretto, leggendo dei disordini in un paese lontano, ascoltando le notizie al telegiornale su attentati e disastri naturali o vedendo un film catastrofico.

Come capire se provo ansia pre-partenza?

Ho preso tutto? Arriverò in tempo in aeroporto? Andrà tutto bene a casa mentre sarò via? Non sarà pericoloso andare da solo in quel paese? La lista delle domande che una persona ansiosa si pone prima di partire potrebbe essere infinita. Si tratta di quesiti più o meno razionali, che celano spesso un vissuto di ansia preesistente, facendo diventare il viaggio un momento di stress poco piacevole.
Alcune persone provano un’ansia generalizzata la maggior parte del proprio tempo, altre sperimentano angoscia acuta e improvvisa – gli attacchi di panico – che li paralizza di fronte all’idea di uno spostamento. Inoltre, c’è chi ha paura di alcuni aspetti specifici – fobie – che vive percependo estrema pericolosità e terrore.
Prima di un viaggio si può arrivare a non prenotare il biglietto, escogitando scuse per rimanere a casa. Oppure, si può verificare un’eccessiva preoccupazione sulla propria valigia, o sui compagni di viaggio, sul mezzo di trasporto o sulla destinazione stessa.
Insomma, l’ansia di viaggiare rischia di minare la serenità del viaggio e delle persone che partono con noi.

Come superare l’ansia pre-partenza?

Una volta riconosciuti i sintomi e aver identificato il timore maggiore, è possibile seguire alcuni accorgimenti per viaggiare in modo più sereno. Ecco alcuni consigli:

  • Non rimandare la prenotazione: evitare la situazione temuta può darci un sollievo immediato, ma significa rinforzare l’idea che sia pericolosa, provocando una crescente ansia ogni volta che la persona deve affrontare un viaggio, che sia per lavoro o per piacere.
  • Organizzazione a casa: esistono alcune semplici strategie per ridurre i motivi razionali che causano ansia prima di partire, per esempio pianificare le mansioni prima del viaggio come valigia e biglietti, chiedere alle persone care di occuparsi della casa mentre si è via, rispondere alle mail e poi inserire il messaggio automatico in cui si comunica quando sarete nuovamente disponibili, dedicare del tempo alla cura di sé, come dormire e mangiare sano. È importante avere il contatto di una persona, che sia un familiare o un amico, da poter sentire quando si è lontani e troppo preoccupati.
  • Semplificare l’itinerario: se la paura di viaggiare persiste, è importante definire un itinerario di viaggio poco serrato e molto flessibile, in modo da non rendere frenetico ed estenuante il percorso lontano da casa.
  • Accettare la propria ansia: sentirsi ansiosi di fronte ad un cambiamento è del tutto normale. Anche se spesso ha dei risvolti spaventosi, l’ansia è in realtà un’emozione utile per mantenere l’attenzione, per predisporsi a un comportamento funzionale, per essere consapevoli dei pericoli. Vedere l’ansia come un proprio alleato permette di sperimentare sensazioni piacevoli anche quando la si prova.
  • Familiarizzare con la destinazione: oltre alle preziose guide di viaggio, anche internet, se usato con giudizio, può essere una fonte d’informazione utile e un sostegno nel diminuire l’ansia pre-partenza. Può essere rassicurante individuare i servizi essenziali nelle proprie tappe, come cliniche mediche e ospedali, conoscere le diverse opzioni di trasporto o di pernottamento offerte dal luogo, apprendere le abitudini e la cultura di un popolo per non sentirsi troppo estranei una volta arrivati.

Quando chiedere l’aiuto allo psicologo del viaggio?

Se da soli sembra difficile uscire da questo stato angoscioso, è utile chiedere un supporto a uno psicologo esperto delle dinamiche relative al viaggio, tra cui appunto la gestione dell’ansia pre-partenza. Può capitare infatti di non riuscire a mettere in pratica in modo autonomo i consigli appena proposti, perché, anche se appaiono semplici, possono nascondere alcune insidie. Uno psicologo può aiutare a definire qual è la quota tollerabile di ansia, promuovendo le capacità personali di gestione della stessa in modo da avere risorse psicologiche aggiuntive durante il viaggio. L’intervento psicologico si può avvalere di strumenti semplici, come per esempio la compilazione di una griglia per agevolare la pianificazione del viaggio, o alcuni colloqui di affiancamento pratico, per reperire le informazioni più corrette su internet. Di recente poi, si stanno utilizzando anche strumenti avanzati, come la realtà virtuale, che permettono di anticipare l’esperienza del viaggio. Essa permette di ricreare la destinazione del viaggio in un luogo sicuro quale la stanza del colloquio, tramite l’utilizzo di un visore che favorisce la percezione di un’esperienza a 360 gradi. In questo modo, la persona può familiarizzare con l’ambiente acquisendo punti di riferimento per orientarsi, o conoscere in prima persona il percorso di un itinerario percepito troppo difficile e pericoloso lavorando su elementi specifici, quali mezzi di trasporto, animali o situazioni temute in viaggio.