Ansia

Cos’è la procrastinazione e come venirne fuori

Alcuni studi indicano come superare la tendenza a rimandare di continuo

Incontra uno psicologo
Cos’è la procrastinazione e come venirne fuori

La procrastinazione è un atteggiamento di attesa, che consiste nel rimandare le cose da fare. Procrastiniamo per diversi motivi, dal perfezionismo al timore delle responsabilità. Procrastinare aiuta anche a gestire lo stress, ma è una strategia efficace solo nel breve termine, poiché riduce il senso di autoefficacia. Ecco alcune indicazioni per smettere di procrastinare.

‘Domani è il giorno più impegnato dell’anno’ dice un proverbio spagnolo, ‘Non rimandare a domani ciò che puoi fare oggi’, recita invece un proverbio italiano. La procrastinazione consiste nel sostituire attività prioritarie o importanti con attività piacevoli o comunque meno rilevanti o urgenti. La cronicizzazione di questa tendenza diventa un blocco che può influire negativamente in aree sempre più vaste della vita. I “sintomi” della procrastinazione consistono in: confusione mentale, sentirsi impossibilitati a portare avanti i propri obiettivi e insoddisfazione costante che ne deriva. Ci sentiamo sempre meno capaci, meno in equilibrio.

Le cause della procrastinazione

La procrastinazione può avere diverse cause: disinteresse per il compito, perfezionismo, paura dell’insuccesso o delle responsabilità, oltre che una semplice ricerca di attività più piacevoli. Un’altra possibile spiegazione è che gli obiettivi prefissati siano fuori dalla propria portata e dal controllo. Per esempio, iniziare una dieta può essere difficile, perché si è poco fiduciosi rispetto alla sua efficacia (“se non mangio perderò davvero peso?”), o perché si ha poca fiducia nelle proprie capacità. In ogni caso, procrastiniamo con maggiore facilità quando ci poniamo obiettivi poco realistici, come, nel caso della dieta, perdere 10 chili in una settimana.
Lavoro, famiglia, relazioni: in una società che enfatizza efficienza e produttività, è facile sentirsi sotto pressione. Così, spesso si finisce per ricercare una gratificazione immediata, rimandando ciò che è davvero importante. Distogliere il pensiero da un compito impegnativo fa sentire subito meglio, ecco perché si cade nella trappola. A livello razionale forse sappiamo che non è la scelta migliore, ma le emozioni sono un’altra storia. Spesso il procrastinare è una strategia per gestire stress e ansia: evitando lo stress, infatti, si evitano i sentimenti conseguenti, ma si generano vergogna e senso di colpa, emozioni che rendono ancora più difficile dare inizio a un’attività. Così facendo, inoltre, non solo viene meno il senso di autoefficacia (percezione di riuscire a gestire con successo ostacoli e attività) ma più passa il tempo più le attività semplici diventano complesse, le complesse ancora più difficili, portando a tensione, ansia, insoddisfazione e paura.

Emozioni e procrastinazione

“Inizio domani” viene percepito come una scappatoia dalla tensione cognitiva ed emotiva, ma bisogna ricordare che a volte veniamo bloccati da paure irrazionali. In effetti, spesso, quando si affronta un problema ci si rende davvero conto di quanto le nostre previsioni pessimistiche fossero infondate (“tutto qui?”).
Una certa dose di procrastinazione è, comunque, funzionale a un investimento logico e produttivo delle nostre energie. Lo psicologo Adam Grant ha rilevato addirittura che le persone che tendono a procrastinare sono anche più originali. Il problema, quindi, sta sempre nella misura: in piccola parte, la procrastinazione rappresenta una strategia adattiva e funzionale, ma se questo meccanismo si cronicizza, non solo non si riesce a ottenere ciò che si vuole, ma si perde anche fiducia nelle proprie capacità. Si instaura, infatti, un circolo vizioso: meno faccio, meno mi sento capace di fare e meno farò, e così via. La capacità di gestione dei compiti funziona come un muscolo, più si allena, più le prestazioni sono ottimali. Di conseguenza, la gratificazione che ne deriva rinforza l’autostima e la capacità di credere in se stessi verso nuovi obiettivi.

4 indicazioni per smettere di procrastinare

Prima di tutto, è necessario capire come funziona la procrastinazione e perché procrastiniamo. È importante rendersi conto che eludere il compito porta a una gratificazione immediata, ma ciò rinforza un atteggiamento di fuga da problemi e responsabilità.
In generale, per evitare di procrastinare in modo pervasivo e disfunzionale:

  • È necessario sapere cosa è più importante e urgente in un determinato momento. In questo senso può essere utile la “matrice di Eisenhower”, che aiuta a distinguere compiti urgenti e necessari, da bisogni meno necessari ai nostri scopi.
  • Non decidere è già una decisione, quello di cui non ti occupi oggi riguarderà il te di domani. La procrastinazione è una questione di empatia verso il se stesso del futuro.
  • Piccoli passi. Partire con piccole azioni aiuta ad attivarsi e a comunicare a se stessi che si sta già facendo qualcosa. Può aiutare quindi focalizzarsi su micro-obiettivi piuttosto che sull’obiettivo finale.
  • Stabilire obiettivi intermedi, che portati a termine ci rinforzino e ci stimolino, organizzare e pianificare il lavoro, concedersi piccoli premi e gratificazioni. È più facile pensare di poter perdere 2 chili al mese piuttosto che puntare ai 10 chili in 5 mesi senza ricompense.

Bisogna pensare che non si può essere sempre performanti al cento per cento. Ciò non deve ovviamente essere una scusa per non provare, poiché mettersi alla prova è necessario se vogliamo avere un buon margine di miglioramento.
Da qui inizia la consapevolezza che magari abbiamo bisogno di una mano: prendersi un attimo per chiedere aiuto è già il primo passo verso la soluzione.