Trauma

Videointervista a Benedetto Farina: la riscoperta del trauma

Benedetto Farina intervistato su trauma e dissociazione

Incontra uno psicologo
Videointervista a Benedetto Farina: la riscoperta del trauma

Benedetto Farina è un’autorità internazionale nel campo degli sviluppi traumatici.

L’idea che alla base di molte psicopatie ci sia uno o più episodi traumatici non è certo una novità. Tuttavia negli ultimi anni la ricerca scientifica sul trauma ha fatto passi da gigante in tutto il mondo. Merito, tra gli altri, di Benedetto Farina e dei suoi fondamentali studi sui traumi dello sviluppo. Lo abbiamo intervistato nelle sedi del Centro Medico Santagostino.

Breve guida per seguire la videointervista

Chi è Benedetto Farina

Benedetto Farina, professore di psicologia clinica all’Università europea di Roma e futuro docente della scuola di psicoterapia del Centro Medico Santagostino, è noto a livello internazionale per avere “riscoperto”, insieme a Giovanni Liotti, l’importanza del trauma nell’origine di molti disturbi psicopatologici. Pietra miliare per comprendere le loro ricerche è il saggio Sviluppi Traumatici.

Perché sono importanti le sue ricerche 

Insieme a Liotti, Farina ha approfondito le conseguenze della disorganizzazione del sistema dell’attaccamento (tipica per esempio dei bambini con genitori maltrattanti o gravemente trascuranti). Traumi ripetuti infantili configurerebbero un quadro specifico, il “disturbo da stress post-traumatico complesso”, che può manifestarsi nella persona adulta anche come disturbo dissociativo o borderline della personalità.

Che cos’è il trauma

Il trauma è un evento in cui sia messa a repentaglio la vita del soggetto o la sua salute psichica, oppure di qualcuno vicino a lui/lei. Il trauma mina alle fondamenta il senso di stabilità e radicamento (grounding) dell’individuo. 
Il trauma dello sviluppo è composto da più traumi cumulativi e ripetuti nel corso dei primi anni di vita, ed è legato a uno o più rapporti problematici con le figure adulte di riferimento (in genere i genitori).

Che cos’è la dissociazione

Nel contesto di uno sviluppo traumatico può prodursi una “dissociazione strutturale”, cioè una spaccatura in due o più parti, verticale, della personalità. Una parte prosegue il suo percorso di adattamento al contesto (parte apparentemente normale, o ANP), l’altra, la parte emozionale (EP), rimane bloccata al momento del trauma, permanendo dentro i confini della personalità come una parte immobile e nascosta. 

Che cosa sono le psicoterapie “bottom-up” e “top down”

Le psicoterapie “top-down” si muovono “dall’alto al basso”, cioè dagli aspetti cognitivo/psicologici per “toccare” aspetti profondi di funzionamento cerebrale o inerenti il corpo. Partono cioè dal presupposto che il cervello e le funzioni mentali si organizzino intorno a un principio di “gerarchia”: alcune parti modulano altre parti. Intervenire quindi in modo “top-down” equivale a dire che agendo sui “pensieri”, posso meglio controllare aspetti neurofisiologici o psicosomatici (parto dall’alto per andare verso il basso).

Le psicoterapie bottom-up muovono invece dal basso verso l’alto: partendo da una via somatica, neurofisiologica o sensomotoria, agiscono sui contenuti e i processi di pensiero. Usare il respiro per modulare l’attivazione neurofisiologica, per esempio, è un modo di placare stati di ansia (accompagnati da pensieri indotti da uno stato precedente di disregolazione emotiva) per via bottom-up. Qui un approfondimento