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Crisi universitaria e ansia da esame: cosa fare (10 consigli da usare subito)

Come superare i momenti di impasse durante l'unversità

Incontra uno psicologo
Crisi universitaria e ansia da esame: cosa fare (10 consigli da usare subito)

In università si arriva durante una fase di vita delicata: la transizione verso il mondo adulto. Tra ansia, competizione e crisi di identità, gli anni di studio per arrivare alla laurea rischiano di avere un impatto negativo sul benessere psicofisico. Vediamo alcuni consigli pratici per superare queste difficoltà

Buongiorno, sono Paolo, uno studente di 22 anni dell’Università degli studi di Milano Bicocca e ho un momento di profonda crisi nello studio. Ho iniziato da poco la magistrale. Pur di finire la triennale ho sostenuto 5 esami in due mesi e ho passato tutto agosto 2019 a Milano (sono un fuori sede) a studiare mattina e sera, per preparare tesi e ultimo esame. Pur di laurearmi in tempo ho rinunciato a vacanze, uscite, amicizie… laurearmi nella sessione di marzo sarebbe stato un fallimento (anche se sarei stato in corso). Ora mi sento scarico, senza energie, non riesco più ad aprire libro e vivo un forte stato d’ansia quando penso agli esami. Cosa posso fare?

Paolo (nome di fantasia per tutelare la privacy) scrive a Santagostino Psiche per avere risposta rispetto a una crisi che colpisce molti giovani universitari: l’ansia da esame e il blocco nello studio. In questo articolo vediamo da cosa dipendono le difficoltà nello studio, perché si manifestano spesso durante l’università e come gestire l’ansia per gli esami.

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Come si riconosce una crisi universitaria

Spesso una crisi universitaria inizia con un forte calo nella motivazione e nell’entusiasmo. Alcuni sintomi frequenti sono:

  • difficoltà a seguire le lezioni
  • problemi a memorizzare il materiale studiato
  • stanchezza continua
  • apatia
  • sensazione di non essere all’altezza
  • fantasia di “mollare tutto”.

La fatica e l’ansia portano a procrastinare e a evitare gli appelli. In questo modo si inizia a rimanere indietro con gli esami e si perde sempre più fiducia in se stessi, in un circolo vizioso da cui è difficile uscire. Queste difficoltà vengono spesso attribuite alla pigrizia, al fatto di essere viziati o non volersi impegnare abbastanza.

In realtà i rallentamenti nello studio possono nascondere problemi ben più profondi come sindromi ansioso-depressive, tratti narcisistici e perfezionismo eccessivo.

-Leggi anche: Il disagio del narcisismo

La crisi del giovane adulto

Durante l’università si affronta una fase di vita molto delicata, quella del giovane adulto. Si tratta di un passaggio delicato: da adolescenti, ragazzi e figli, ad adulti con la responsabilità della propria vita.

Le crisi di studio si intrecciano spesso con quelle personali. In molti arrivano in questa fase di vita sguarniti, con aspettative familiari schiaccianti e senza una rete di sostegno. I più fortunati hanno vicino amici e figure di riferimento. Altri invece vivono una situazione diversa e sono più soli, come gli studenti fuori sede, che si trasferiscono in città lontane da casa per avere maggiori opportunità.

A volte i ragazzi vengono anche investiti di un gravoso mandato familiare: raggiungere il successo, non deludere la famiglia o riscattarsi da umili origini. In questo senso, la vita universitaria – in special modo quella da fuori sede – può risultare molto stressante, perché non si tratta solo di studiare ma anche di affrontare temi familiari e personali che hanno che fare con autostima e identità.

5 passi per superare una crisi di studio

Per superare la crisi di studio è necessario cercare di uscire dai propri schemi mentali. Ecco alcune indicazioni per farlo:

    1. Trova la tua dimensione. L’università è piena di unicorni, ovvero persone che sembrano ottenere risultati eccellenti con il minimo sforzo. Anche se prendere spunto da loro può essere utile, per tutelare la propria autostima è indispensabile trovare un equilibrio personale. Ciò è possibile solo uscendo dalla logica del confronto con gli altri e riconoscendo il proprio stile.
    2. Non sei il voto che prendi. Da ripetere come un mantra la mattina appena svegli, la sera prima di dormire, poi prima e dopo i pasti. I voti sono inutili. O meglio, sono spesso inaccurati. Dicono qualcosa sulla preparazione di una persona in quel momento rispetto a un argomento specifico, ma non dicono nulla della sua storia e di ciò che sta vivendo. Prendere 30 e lode non rende geniali e un 18 o una bocciatura a un esame non significa essere incapaci.
    3. Sbaglia, gioca, sporcati. Uno dei problemi maggiori legati allo studio è spesso il perfezionismo. Alcuni studenti si pongono standard altissimi, obiettivi irrealistici e irraggiungibili. E così anche lo studio diventa davvero faticoso. È importante studiare facendosi domande e cercando risposte, senza memorizzare ogni virgola in modo meccanico. I buoni voti poi saranno la conseguenza logica di un atteggiamento di questo tipo.
    4. Scopri come funziona la mente. Lo studio migliore è quello basato sulla meta-cognizione. Se sappiamo come funziona la mente durante lo studio, tutto diventa più facile. Ad esempio, sapere che memorizziamo meglio i concetti se ne discutiamo con qualcuno aiuta a risparmiare tempo. Poi è importante conoscere il proprio stile cognitivo: c’è chi si trova meglio con i riassunti, chi ripete molto, chi si aiuta disegnando mappe visive, e così via.
    5. Usa l’ansia a tuo vantaggio. L’ansia da esame è capace di provocare un forte stress, ma in giusta quantità è una buona amica. Un giusto livello di apprensione aiuta a concentrarsi e a dare il meglio di sé. L’ansia segnala che quello che stai facendo è importante e ha un valore. È un’arma, non ha senso cercare di eliminarla. Ridurla sì, ma eliminarla del tutto non aiuta.

-Leggi anche: Ansia, gestire i sintomi con gli esercizi di respirazione

5 consigli per gestire l’ansia da esame

Ecco alcuni consigli per tenere sotto controllo l’ansia da esame:

    • Apprezzala: l’ansia è tua amica e sarà con te quando serve per farti concentrare meglio. Se la reprimi tornerà più forte.
    • Dedica all’ansia un momento della giornata. Come una sorta di esercizio o rituale. Alcuni minuti in cui ti dedichi a percepire quelle sensazioni, ad accoglierle senza combatterle. Accetta il fatto di avere l’ansia e cerca di capire quali pensieri emergono in quel momento. Spesso sono irrazionali o catastrofici. Imparare a vederli e riconoscerli ti aiuterà a non esserne travolto.
    • Un singolo esame non definisce chi sei né come studente, né come persona.
    • Distraiti. La tua vita non può essere focalizzata solo sullo studio e la performance. Permetti al cervello di ricaricarsi. Quando ti allontani da un problema liberi le risorse cognitive per risolverlo.
    • You can stand it! Una giusta dose di stress aiuta a crescere. Ripeti a te stesso che sei in grado di tollerarlo, anche se all’inizio non ci credi. Gradualmente inizierai ad affrontarlo in modo efficace.

L’aiuto della psicoterapia

Potresti pensare “devo farcela da solo”, “non voglio far spendere altri soldi/pesare sui miei”, oppure “io non sono matto”. La consulenza psicologica può intimorire, ma è il mezzo ideale per conoscersi meglio e superare le crisi. Non funziona come una bacchetta magica, purtroppo. Dovrai lavorare su di te e alcune cose potranno essere dolorose. Affrontare quei nodi, però, quei temi irrisolti, è la via migliore per uscirne.

Non è vero che dallo psicologo ci vanno i matti o i deboli. La psicoterapia è per intrepidi e chi si rivolge a uno psicologo è una persona più coraggiosa della media.

Ricorda: c’è sempre qualcuno che è in grado di capire e può darti una mano. Se stai male, non tenerti tutto dentro.